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Nel week end, le moto Perugina in esposizione ad Umbria Fiere

L’Automotoclub Storico Assisano mostra i suoi gioielli


Ormai sono delle rarità ma l’Automotoclub Storico Assisano è andato a scovarle tra i suoi 1800 iscritti e le metterà in mostra durante la Mostra-Scambio di Bastia Umbra che si terrà il 28-29 maggio all’interno di Umbria Fiere. Parliamo della moto “Perugina”, lustro e orgoglio della città dal 1930 al 1965.

 

Moto Perugina

 

 

La storia

Il giovane Menicucci, “Peppino” per tutti, era un grande appassionato di meccanica e in particolar modo di motori di motociclette, mezzo che già nel primo dopoguerra era il più apprezzato per la sua economicità. Nacque così in lui l’idea di costruire una sua creatura e nel 1930 vide la luce la sua prima Moto Menicucci che per praticità, venne equipaggiata con un propulsore inglese Jap  ovviamente adattato ed in seguito tecnologicamente migliorato nelle prestazioni.

Affiancato dai fratelli Liborio e Alfredo l’officina di Giuseppe Menicucci divenne così il polo di attrazione degli appassionati motociclisti di Perugia e dintorni e le richieste di Moto Menicucci fioccavano. Nel 1933 per far fronte alle numerose ordinazioni, Giuseppe cercò un socio finanziatore che trovò in Pietro Buraglini, conosciuto in tutta l’Umbria nel settore motociclistico e dei pneumatici in generale. La moto Menicucci si trasformò così in moto BMP (Buraglini, Menicucci, Perugia) equipaggiata con un motore Menicucci. La BMP interruppe la sua attività costrutti allo scoppio della seconda guerra mondiale. Durante il passaggio del fronte i soldati tedeschi occuparono e requisirono lo stabilimento, dopo fu la volta degli inglesi che lo utilizzarono per le riparazioni dei loro veicoli. Finita la guerra si tornò lentamente alla normalità e l’Italia, come tutti i paesi coinvolti nella guerra, aveva fame di mezzi di locomozione e così a Giuseppe, Liborio ed Alfredo tornò la voglia di costruire motociclette. Nel 1948 venne inaugurato il nuovo stabilimento che comprendeva anche una fonderia di ghisa e metalli e produceva anche materiali per l’edilizia, settore allora in forte espansione. Le moderne attrezzature della FOM (Fonderia Officina Menicucci) permettevano così di realizzare la propria moto che venne chiamata Moto Perugina, fatta tutta o quasi (esclusa la componentistica) in casa: telaio, cilindri, carter motori, testate, mozzi.
Sotto la guida esperta dei Menicucci trovarono impiego circa 85 dipendenti che divennero ottimi tornitori, fresatori, meccanici, motoristi e che in seguito dettero vita ad industrie metalmeccaniche a tutt’oggi fiorenti e attive.
Nel novembre 1952 vide la luce la prima Moto Perugina, una classica 160 cc. a due tempi, che si rivelò parca nei consumi e dalle prestazioni soddisfacenti. Riprese così vigore la voglia delle corse ed al Giro d’Italia del 1954 la Perugina con la Sport 160 ottenne una significativa affermazione di gruppo vincendo l’importante classifica a squadre. La 160 da corsa differiva dalle 160 sport messe in commercio per il cilindro in alluminio e la testata in ghisa, per il carburatore dell’Orto SS con diffusore da 25 a vaschetta separata invece del 22,5, motore con potenza 10/11 CV a 8.000 giri, che usava pistoni Borgo o Asso.
Nel 1954 nacque il primo motore Perugina 175 a 4 tempi, monocilindrico verticale con alettatura di raffreddamento piuttosto estesa, due valvole in testa comandate da aste e bilancieri, carburatore Dell’Orto da 24, telaio robusto a doppia culla chiusa, sospensioni tele-idrauliche, freni centrali, prerogativa questa che caratterizzò tutte le moto prodotte a Castel del Piano nelle varie cilindrate (soluzione all’avanguardia perché tutte le case dell’epoca usavano freni di minor diametro e posizionati lateralmente). La produzione prevedeva i seguenti modelli: 125 cc Turismo 4 tempi, 150 cc Turismo 4 tempi, 175 cc 4 tempi nelle versioni Turismo, Sport, Super Sport, 250 cc Gran Turismo 4 tempi, 160 cc. 2 tempi nelle versioni Turismo e Sport.
Nel 1954 viene fondato il Moto Club Castel del Piano e primo presidente fu Liborio Menicucci.
Nel frattempo al reparto corse, cuore pulsante della Perugina, le 175 preparate per le gare dagli originali 12 CV erano arrivate ad una potenza di 15 CV a 8.500 giri/min. con un peso di soli 104 Kg equipaggiate con forcelle anteriori e posteriori Marzocchi. Guidate prevalentemente da piloti umbri di buon livello come Ennio Ambrosi, Fernando Speziali, Enzo Ridoni, Antonio Trittici (detto il Biettino), Otello Raspa e dai toscani Nello Benelli e Giuseppe Giannettoni ottennero buoni risultati grazie alla loro robustezza e affidabilità. Da ricordare le affermazioni di Ambrosi al circuito di Fabriano, del 3° posto di Raspa al circuito di Camerino, la vittoria nella categoria a squadre al Giro d’Italia del 1956 (con Ridoni, Trittici, Ambrosi, Raspa), al Piccolo Mugello con Giannettoni e nella cronoscalata come la Coppa della Consuma. Per le gare MSDS (moto sport derivate di serie) furono allestiti circa dieci esemplari 175 cc 4 tempi con motori da 15/16 CV a 9.000 giri con un peso contenuto di 104 Kg. Inoltre furono costruiti e messi al banco prove anche dei motori 4 tempi, sempre di 175 cc, monoalbero a catena e un bialbero a cascata di ingranaggi che avrebbero preso parte ai circuiti nazionali, mentre fu testato un 250 cc 4 tempi con testa bialbero per partecipare ai circuiti internazionali. Benché i risultati fossero ottimi, queste splendide iniziative non ebbero molto seguito in campo sportivo e praticamente nulla in campo commerciale, solamente il 175 monoalbero nel 1956-57 fu usato dai piloti ufficiali Ambrosi, Trittici, Ridoni e Raspa, ma non bastò, infatti si stava avvicinando l’ombra nera della crisi per tutte le industrie motociclistiche nazionali, grandi e piccole, ed anche la Moto Perugina non sfuggi a questo triste destino.
Dopo aver prodotto oltre 6.000 motocicli ed aver provato la strada dei micromotori con motocicli da 50 cc. con Motori Minarelli e Morini, la FOM fu costretta ad abbandonare ogni attività produttiva chiudendo definitivamente la produzione nel 1965. Dove un tempo sorgeva lo stabilimento adesso c’è un centro commerciale bello e funzionale al quale è stato dato il nome di “Centro Commerciale La Perugina” che perpetua così il glorioso marchio.
A Castel del Piano l’attività sportiva è rinata nel 1993 con la riapertura del Motoclub, oggi intitolato a Manlio Menigatti, sfortunato collaudatore di Moto Perugina, morto durante un collaudo nel Settembre del 1954. Il club è attualmente presieduto da Mario Menicucci e attraverso l’opera dei suoi soci tramanda il ricordo e le memorie della Moto Perugina.   

Si ringrazia il Dott. Luca Pettinari per le dettagliate notizie storiche.


 

Donatella Binaglia
Ufficio Stampa Automotoclub Storico Assisano





 
 

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